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Caso studio8 agosto 202611 minuti

Due settimane fa non sapevo come costruirlo. Ieri l’ho pubblicato

Il caso studio di Word To Working: da un preventivo tradizionale a un sito WordPress completo, pubblicato in due settimane attraverso un lavoro continuo con l’AI.

Copertina dell’articolo “Due settimane fa non sapevo come costruirlo. Ieri l’ho pubblicato”

Il 3 agosto 2026 ho pubblicato wordtoworking.com , il nuovo sito di Word To Working, un polo di orientamento dedicato a chi vuole intraprendere un percorso universitario online.

Il mio lavoro parte dall’ascolto. Entro nelle attività dei clienti, cerco di comprendere come parlano, quali problemi affrontano e cosa dovrebbe accadere dopo che una persona incontra la loro comunicazione. Organizzo informazioni, costruisco messaggi, individuo priorità e trasformo esigenze ancora confuse in un percorso comprensibile.

La programmazione appartiene a un’altra disciplina. Non ho una formazione da sviluppatore e, davanti a un file PHP vuoto, non saprei costruire autonomamente un tema WordPress.

Ieri ne ho pubblicato uno, sviluppato attraverso una conversazione continua con l’intelligenza artificiale.

A prima vista, Word To Working è un sito istituzionale. Presenta tre università, organizza i corsi, raccoglie richieste di orientamento e offre un contatto diretto tramite WhatsApp. Dietro le pagine visibili opera un sistema più ampio: i moduli comunicano con Brevo, i nuovi contatti entrano in una lista dedicata, un’automazione informa il team, gli strumenti di Google e Meta misurano le interazioni, mentre privacy e consenso regolano i tracciamenti.

Questa è la storia di quel sito e del metodo di lavoro che ha preso forma mentre lo costruivo.

Il preventivo prima dell’esperimento

Il progetto comincia il 13 luglio, quando preparo il preventivo originario.

Word To Working mi indica come riferimento un concorrente, un altro portale dedicato all’orientamento universitario. Ne studio la struttura pubblica prima di formulare una proposta: quasi duecento pagine indicizzate, decine di schede dedicate ai corsi di laurea, aree tematiche, articoli pubblicati nel corso degli anni, moduli, landing page e percorsi di conversione.

Il modello di riferimento racconta un progetto costruito e alimentato nel tempo. Word To Working desidera arrivare online nell’arco di poche settimane, con un investimento contenuto.

Preparo tre scenari.

Il primo prevede una versione essenziale composta dalla Home, tre pagine dedicate agli atenei, un modulo di contatto e le pagine legali. Stimo 56 ore di lavoro e un tempo di realizzazione compreso tra quattro e cinque settimane.

Il secondo si avvicina alla scala del portale preso come riferimento: 49 pagine corso, 16 aree di studio, un blog con contenuti iniziali, moduli avanzati e circa cento pagine al momento del lancio. La stima raggiunge 274 ore, equivalenti a diversi mesi di lavoro.

Il terzo scenario distribuisce la crescita lungo un periodo più ampio. Una prima base arriverebbe entro agosto, seguita dalla pubblicazione graduale delle pagine dei corsi, al ritmo di due al mese. A quella velocità, il completamento del catalogo richiederebbe circa venti mesi.

Quel preventivo descrive con precisione il modo in cui avrei normalmente affrontato il progetto. Prima l’analisi, poi la struttura, i testi, la grafica, lo sviluppo, le integrazioni, i controlli e infine la pubblicazione. Ogni fase produce una consegna, attende una revisione e prepara il passaggio successivo.

Le parti tecniche avrebbero richiesto il coinvolgimento di uno sviluppatore, l’adattamento di un tema esistente oppure una riduzione della complessità per rientrare negli strumenti che già conoscevo.

Durante il confronto con Word To Working prende forma una quarta possibilità. Riguarda il modo stesso in cui il progetto viene costruito.

Propongo di cambiare il processo.

Word To Working accetta l’esperimento

Il contributo decisivo di Word To Working arriva prima della scelta dei colori, dei testi e delle dimensioni delle icone.

Il cliente accetta una proposta sperimentale.

Approva un percorso basato su versioni successive, risultati visibili e verifiche frequenti. Accetta anche la quota di incertezza legata a un metodo che prende forma durante la sua prima applicazione.

Questa fiducia crea le condizioni per iniziare.

La prima fase del lavoro si sviluppa soprattutto nella relazione tra me e l’intelligenza artificiale. Porto nella conversazione ciò che conosco: il servizio, il pubblico, i tre atenei, le domande più frequenti, il bisogno di orientamento e il percorso che dovrebbe condurre una persona dalla curiosità iniziale alla richiesta di contatto.

L’AI trasforma progressivamente queste indicazioni in una struttura, poi in una proposta visiva e infine in codice.

Il sito comincia a esistere mentre molte decisioni sono ancora aperte.

Apro la prima versione e osservo. Una sezione ha troppo peso, un testo perde leggibilità, il menu occupa uno spazio eccessivo, una pagina ha bisogno di una destinazione più chiara. Descrivo ciò che vedo, spiego l’effetto che vorrei ottenere e chiedo una modifica.

L’AI interviene sui file, riscrive il codice e prepara una nuova versione. Io la apro, la uso e continuo il lavoro.

La conversazione assume presto una forma ciclica: contesto, proposta, prova, osservazione e correzione. Ogni passaggio conserva le decisioni precedenti e aggiunge un nuovo livello al progetto.

Per la prima volta riesco a lavorare direttamente sulla materia tecnica del sito. Un’intuizione può diventare subito una modifica osservabile. Posso partire dall’esperienza che desidero creare, guardarne una possibile realizzazione e perfezionarla mentre si trova ancora davanti ai miei occhi.

Lavorare sul codice attraverso ciò che accade sullo schermo

Durante queste due settimane il codice attraversa continuamente il mio lavoro, anche se la sua scrittura viene affidata all’AI.

L’intelligenza artificiale costruisce il tema WordPress, i fogli di stile, gli script e le funzioni necessarie a gestire il sito. Io intervengo attraverso obiettivi, comportamenti e verifiche.

Quando chiedo che il menu rimanga visibile durante lo scorrimento, parto dall’esperienza dell’utente. Quando desidero che il pulsante di una pagina conduca direttamente al modulo dello stesso ateneo, ragiono sul percorso di conversione. Quando un testo appare troppo debole sopra uno sfondo colorato, valuto leggibilità e gerarchia visiva.

L’AI traduce queste osservazioni in proprietà tecniche, selettori, funzioni e collegamenti.

Il processo amplia il mio campo d’azione. Posso dirigere la realizzazione del sistema, comprenderne progressivamente la logica e valutarne il comportamento, mantenendo il mio ruolo di professionista della comunicazione.

Ogni risultato apre una nuova interazione. Il sito conserva una continuità, cresce attraverso decisioni successive e mantiene nello stesso processo comunicazione, esperienza, funzionamento tecnico e obiettivi commerciali.

Il momento in cui il cliente vede il sito

Quando la struttura diventa navigabile, Word To Working entra nella fase di perfezionamento.

Il cliente può finalmente aprire il sito, muoversi tra le pagine, leggere le informazioni, osservare il comportamento su smartphone e riconoscere ciò che rappresenta davvero la propria attività.

Il confronto acquista una qualità diversa.

Le osservazioni arrivano nella lingua naturale dell’esperienza: alcune icone risultano troppo grandi, il footer compare due volte, una pagina si sposta lateralmente sul telefono, un testo perde leggibilità, un’informazione merita una posizione differente.

Raccolgo queste indicazioni e le riporto nella conversazione con l’AI insieme alla mia interpretazione. Una richiesta apparentemente semplice può contenere diverse decisioni. Ridurre un’icona significa scegliere dimensione, allineamento, distanza dagli altri elementi e comportamento sui vari schermi. Correggere uno scorrimento laterale richiede di individuare quale elemento supera la larghezza della pagina e quale regola lo spinge fuori asse.

Il cliente contribuisce attraverso la conoscenza della propria realtà e la sensibilità verso il risultato. Io traduco le osservazioni, scelgo le priorità e mantengo la coerenza generale. L’AI rende eseguibili le modifiche e accelera il passaggio verso la versione successiva.

In questa fase mi accorgo che il progetto vive attraverso tre relazioni diverse. Word To Working riconosce ciò che rappresenta davvero la propria attività e convalida le scelte. Io interpreto quelle indicazioni e mantengo la direzione. L’intelligenza artificiale trasforma il confronto in modifiche che possiamo osservare e verificare.

Gli errori diventano parte del metodo

La velocità del processo emerge con particolare chiarezza quando qualcosa smette di funzionare.

Durante una delle installazioni, WordPress rifiuta il pacchetto del tema perché non trova style.css nella posizione prevista. Il file esiste, mentre la struttura interna dello ZIP introduce un livello di cartelle che il sistema interpreta in modo errato.

Non ho idea di cosa significhi.

Parto dal messaggio mostrato sullo schermo. L’AI analizza la possibile causa, ricostruisce il pacchetto e mi guida nella verifica: apriamo l’archivio, lo estraiamo in una cartella temporanea, controlliamo la posizione dei file e procediamo con una nuova installazione.

In un’altra fase, PageSpeed segnala che il logo produce un errore 404. L’immagine esiste, mentre il browser la sta cercando nella posizione sbagliata. Seguiamo il percorso indicato dal codice, correggiamo il riferimento e aggiungiamo un reindirizzamento per gestire anche le pagine ancora presenti nella cache.

Poi arriva il momento di verificare il modulo.

I campi compaiono correttamente nella pagina e il messaggio di conferma viene mostrato dopo l’invio. La verifica prosegue dietro l’interfaccia: il contatto deve raggiungere Brevo, entrare nella lista “Contatti sito”, conservare i dati raccolti, attivare l’automazione e inviare una notifica al team.

Seguiamo l’intero percorso del dato, dal clic dell’utente fino al sistema commerciale.

Questi episodi raccontano il metodo con maggiore precisione rispetto alla semplice velocità. L’AI propone diagnosi e modifiche in tempi molto brevi; il lavoro professionale porta ogni proposta dentro una prova concreta, ne controlla gli effetti e stabilisce quando il risultato è affidabile.

Che cosa è arrivato online

Il 3 agosto viene pubblicata la versione 1.6.1.

Il numero conserva la traccia delle numerose iterazioni avvenute in due settimane: la prima struttura, le pagine dedicate agli atenei, il blog, il modulo, il collegamento con Brevo, le automazioni, la gestione del consenso, i tracciamenti, le correzioni per smartphone e l’ottimizzazione tecnica.

Il sito presenta Università Pegaso, Università Mercatorum e Università San Raffaele Roma. Accompagna le persone nella consultazione dei percorsi, permette di chiedere una valutazione personalizzata e offre WhatsApp come canale immediato.

Il tema è personalizzato e installabile su WordPress. La sezione Approfondimenti utilizza gli articoli nativi della piattaforma. I moduli inviano i contatti a Brevo e alimentano il flusso già utilizzato dall’organizzazione. Google Site Kit, Meta Pixel e Complianz collegano misurazione, advertising e consenso.

Le verifiche finali riguardano accessibilità, SEO, caricamento delle risorse, comportamento mobile ed errori tecnici. Nei test PageSpeed osservati alla fine del percorso, il sito raggiunge il punteggio dichiarato di 100 in tutte le categorie misurate.

La versione online ha una dimensione inferiore rispetto al portale da cento pagine descritto nello scenario completo del preventivo. Include allo stesso tempo diversi elementi ulteriori rispetto alla landing essenziale prevista nel primo scenario: un tema proprietario, il blog, il CRM, le automazioni, la gestione del consenso, gli strumenti di analisi e l’ottimizzazione tecnica.

Il confronto misura con precisione ciò che è accaduto: in due settimane è diventata operativa l’infrastruttura sulla quale il progetto può continuare a crescere.

Le ore si trovavano nei passaggi intermedi

Il preventivo originario conserva la propria validità. Rappresenta il costo realistico di un processo sequenziale e di una divisione tradizionale delle competenze.

L’esperimento modifica il modo in cui le attività comunicano tra loro.

La progettazione avanza mentre il sito è già funzionante. Il design cambia direttamente nel contesto reale. Il feedback produce una nuova versione attraverso la stessa conversazione in cui sono presenti obiettivi, testi e scelte visive. Gli errori tecnici entrano nel processo nel momento in cui emergono. Anche la documentazione cresce insieme al prodotto.

Il tempo si riduce nei trasferimenti, nelle attese e nella necessità di ricostruire continuamente il contesto.

L’attenzione rimane intensa e si concentra su ciò che il sito fa davvero. Il prodotto restituisce risposte immediate: una pagina si apre o resta bloccata, un testo mantiene la propria leggibilità o la perde, un contatto raggiunge il sistema commerciale oppure si interrompe lungo il percorso. Ogni modifica mostra subito i propri effetti e prepara la decisione successiva.

Il ruolo che emerge dal progetto

Word To Working mi fa intravedere una forma professionale diversa.

Le mie competenze restano legate all’ascolto, alla comunicazione, alla strategia e alla capacità di osservare. L’AI aggiunge accesso operativo alla programmazione, all’analisi tecnica e all’integrazione di sistemi che, nel processo precedente, avrebbero richiesto passaggi e figure professionali distinte.

Il mio ruolo si avvicina a quello di un direttore del processo.

Raccolgo il contesto, definisco gli obiettivi, valuto le alternative, porto le decisioni dentro il prodotto e controllo il risultato. L’intelligenza artificiale rende disponibile una capacità esecutiva ampia e continua. Il cliente contribuisce attraverso la propria esperienza, il confronto e l’approvazione delle scelte.

Questa configurazione permette a un professionista della comunicazione di guidare la costruzione di un prodotto tecnico mantenendo la propria identità professionale.

Richiede la capacità di formulare problemi con precisione, riconoscere ciò che funziona, mantenere coerenza tra parti differenti e verificare ogni passaggio che produce conseguenze reali.

Dall’esperimento al servizio

Ieri ho pubblicato un sito. Oggi comincio a considerare questo metodo come il possibile centro della mia offerta professionale.

Il servizio parte dall’attività del cliente. Raccolgo obiettivi, materiali, vincoli e priorità, poi costruisco rapidamente una prima versione funzionante insieme all’AI. Quella versione diventa lo spazio del confronto: il cliente reagisce a qualcosa di concreto, io interpreto le sue osservazioni e mantengo la direzione, mentre ogni ciclo produce un miglioramento visibile.

Lo stesso approccio può applicarsi a prodotti digitali e sistemi di comunicazione diversi. Strategia, contenuti e tecnologia si sviluppano nello stesso ambiente di lavoro, alimentandosi a vicenda.

Il metodo richiede fiducia. Il cliente accetta di partecipare a un processo in evoluzione e di valutare risultati progressivi. Il professionista assume una responsabilità ampia, perché mantiene insieme relazione, comunicazione e funzionamento. L’AI offre una capacità di esecuzione che rende il ciclo molto più rapido.

Word To Working ha accettato di sperimentare questa configurazione prima che diventasse un pacchetto definito.

La sua scelta ha trasformato un’ipotesi in un sito pubblico.

Cuore e cervello, potenziati dall’AI

Alla fine di queste due settimane ho cercato una formula capace di descrivere il metodo dando alla tecnologia la sua giusta posizione.

Ho scelto: cuore e cervello, potenziati dall’AI.

Il cuore nasce nella relazione. Significa comprendere il cliente, ascoltare ciò che prova a costruire, intuire ciò che ancora fatica a esprimere e avere cura delle persone che incontreranno il risultato.

Il cervello è il metodo. Significa organizzare, scegliere, controllare, misurare e assumersi la responsabilità delle decisioni.

L’intelligenza artificiale amplia la velocità con cui queste qualità possono trasformarsi in qualcosa di concreto.

Ieri questa relazione è diventata un sito.

Da oggi può diventare un nuovo modo di lavorare.


Fonti

PASSAPAROLA UTILE

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